Dott. Franco Berrino: “Il digiuno attiva l’autofagia: così si consuma il materiale di scarto che ostacola il buon funzionamento delle cellule”

“Praticando il digiuno si attiva un programma di sopravvivenza delle cellule, detto autofagia, letteralmente ‘mangiare se stessi’, per cui le cellule sopravvivono consumando tutto quello che al loro interno non è indispensabile per la sopravvivenza: organelli intracellulari mal funzionanti o non essenziali e depositi di proteine mutate e altro materiale di scarto che ostacola il buon funzionamento delle cellule”.

È quanto scrive il dottor Franco Berrino in un articolo sul sito de La Grande Via, associazione da lui presieduta.

“Si ipotizza” spiega Berrino “che l’autofagia protegga dalle malattie neurodegenerative, come la demenza di Alzheimer o il morbo di Parkinson, caratterizzate da depositi di proteine anomale nel sistema nervoso. Nel digiuno, inoltre, le cellule, per risparmiare energia, rallentano la proliferazione cellulare, ostacolando la crescita di eventuali cellule tumorali”.

“Studi clinici hanno dimostrato che è utile praticare brevi digiuni, come saltare la cena o trascorrere un intero giorno senza mangiare, e saltuariamente si possono fare digiuni più prolungati, di una settimana o due, astenendosi da tutti i cibi calorici, ma bevendo abbondantemente acqua, tè, tisane,” fa sapere il medico.

5 comments on Dott. Franco Berrino: “Il digiuno attiva l’autofagia: così si consuma il materiale di scarto che ostacola il buon funzionamento delle cellule”

  1. pezzoli ferrante ha detto:

    non è assolutamente vero. un mio amico, affetto da cancro ai linfonodi e seguito da un medico alternativo che ha praticato la medesima teoria, è deceduto dopo poco tempo. il male ha consumato subito le sue parti buone ed ha lasciato lo scarto.

    1. silvia ha detto:

      con tutto il rispetto per il suo dolore per la perdita del suo amico, nessuno sostiene che il digiuno ci renda immortali. non esistono ricette universali e infallibili capaci di evitarci la morte o di garantisci una perfetta salute. si tratta di vivere di più e di vivere meglio quegli anni. non è escluso che se il suo amico avesse iniziato ancora in perfetta salute a praticare il digiuno, magari le cose sarebbero andate diversamente. o forse il suo male sarebbe stato curabile. magari non è stato diagnosticato per tempo. sono infiniti i fattori soggettivi che possono influire. di certo sono indubbi gli effetti benefici sul breve come sul lungo periodo dell’osservanza di pratiche di digiuno in persone in salute o con malattie, seguiti da professionisti competenti.

  2. Tosetto Domenico ha detto:

    Invito a leggere Arnold Ehret sulla dieta senza muco per evitare di scrivere cose non vere. La parte più difficile non è il digiuno ma riprendere a cibarsi, può provocare anche la morte. Bisogna essere seguiti da medici esperti di digiuno e non dal medico curante,

    1. Francesca ha detto:

      Le persone sono piuttisto
      Ti imbecillità!!
      Se hai mangiato merda per anni ed hai un cancro ovvio che il digiuno non può essere la panacea di tutti i mali!

  3. Manuela ha detto:

    Non l’ho mai praticato , però do fiducia al prof. Berrino. So che si interessa da molti anni presso l’Istituto dei tumori,per aiutare a sconfiggere il cancro seguendo un alimentazione corretta e anche dei brevi digiuni fanno sempre parte di una sana alimentazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *