Esteri

Covid, l’allarme dell’esperta della Casa Bianca: «L’epidemia ora è diversa ed è straordinariamente estesa»

«Quello che vediamo oggi è diverso rispetto a marzo e ad aprile». L’epidemia «è straordinariamente estesa. È nelle zone rurali così come in quelle urbane».

Questo l’allarme lanciato dalla dottoressa Deborah Birx, coordinatrice della task force della Casa Bianca, durante il programma State of the Union, in onda sulla Cnn.

«Chiunque viva in un’area rurale non è immune o protetto da questo virus. Se c’è un focolaio nella vostra zona o nella vostra città, e vivete in una casa con familiari e parenti, dovreste considerare davvero la possibilità di indossare una mascherina in casa nel caso foste positivi e aveste accanto a voi individui con altre patologie. L’epidemia ora è diversa ed è più estesa, è sia rurale che urbana», ha spiegato Birx.

«Non si tratta di individui super diffusori, ma di eventi che favoriscono il contaggio: dobbiamo bloccarli, dobbiamoo assolutamente adottare ulteriori precauzioni», ha aggiunto.

M5S, ministro degli Esteri Venezuela: «I media della destra mondiale riciclano vecchie fake news con sensazionalismo spudorato»

«La mitomania dei media della destra mondiale contro il Venezuela è da antologia anti-giornalistica. Sono fabbriche di menzogne, infamie, falsità e calunnie. Riciclano vecchie fake news con sensazionalismo spudorato. Intraprenderemo azioni legali in questo e altri casi. Basta!»

Il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza ha commentato così su Twitter lo scoop, che però sarebbe completamente falso, pubblicato dal quotidiano spagnolo Abc sui presunti finanziamenti in nero al Movimento 5 Stelle da parte del governo di Caracas, nel 2010.

L’Ambasciata del Venezuela a Roma, contattata dall’Ansa, ha smentito la notizia: «Si tratta di un’informazione falsa e assurda, adiremo le vie legali». Nel documento «ci sono tanti punti incongruenti in una nota che è falsa e contraffatta», hanno fatto sapere dall’Ambasciata.

Trump sospende i finanziamenti all’Oms: «Ha dato informazioni false sul coronavirus»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato lo stop dei finanziamenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

«Ho dato ordine alla mia amministrazione di sospendere il finanziamento in attesa di chiarire il ruolo dell’Organizzazione mondiale della Sanità nella cattiva gestione e nell’insabbiamento della diffusione del coronavirus. I suoi ritardi sono costati vite umane» ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca durante il consueto briefing sull’emergenza Covid-19 .

«L’Oms non ha rispettato un suo dovere fondamentale e deve pagare», ha aggiunto Trump, che ha detto di non conoscere «personalmente» il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ma «è stato molto ingiusto con gli Usa».

La decisione di Trump ha suscitato la reazione del Democratic National Committee, che ha attaccato: «Nel mezzo di una pandemia globale Trump è pronto a mettere la salute a rischio per cercare di scaricare la colpa dei suoi fallimenti» su altri.

Cabras (M5S): “Quello che è accaduto in Bolivia è un colpo di Stato”

“Quello che è accaduto in Bolivia è un golpe, un colpo di Stato. Quello che ha spostato l’equilibrio finale delle decisioni è l’esercito che si è schierato contro il presidente Morales. C’è un insieme di azioni di gruppi organizzati legati a particolari classi sociali della Bolivia, che hanno contrastato Morales negli ultimi 13-14 anni assieme all’esercito, alle forze armate e a pezzi degli apparati di sicurezza”.

Così il deputato del M5s, Pino Cabras, intervenendo ai microfoni di Radio Radicale.

Quanto all’ipotesi della ricandidatura di Morales al quarto mandato, Cabras ha detto: “Sicuramente c’era il consenso di una parte del Paese per questo prolungamento della sua azione. Negli ultimi 15-20 anni le manifestazioni hanno accompagnato eventi che possono essere assimilati a colpi di Stato”.

La minaccia di Erdogan: “Milioni di rifugiati in Europa”

La Turchia ”manderà 3,6 milioni di rifugiati” in Europa se l’Unione Europea considererà ”una invasione” l’azione militare avviata da Ankara nel sud della Siria.

Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha minacciato di ”aprire le porte” ai rifugiati siriani che si trovano nel suo Paese.

”Hey, Unione europea! Non potete definire la nostra operazione come un’invasione” ha dichiarato Erdogan, il cui obiettivo – ha affermato – è quello di ”eliminare il terrorismo”.

”La Turchia ignorerà le critiche sull’Operazione fonte di pace che abbiamo lanciato contro elementi terroristici mentre più di dieci attori stranieri agiscono liberamente in Siria” ha continuato Erdogan. ”Chiedo all’Arabia Saudita di guardarsi allo specchio e di rendere conto di ciò che avete fatto in Yemen”. 

Macron: «I migranti devono sbarcare nel porto più vicino»

«Dobbiamo rispettare le norme umanitarie internazionali e le norme del diritto marittimo. Quando una barca si trova in acque internazionali o ha lasciato le acque libiche e si prende cura dei rifugiati, deve trovare rifugio nel porto sicuro più vicino. La regola è una necessità giuridica e pratica e non chiederemo a queste barche di correre rischi e di mettere a rischio donne e uomini che necessitano di protezione».

Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron all’Eliseo a margine dell’incontro informale dei ministri dell’Interno di alcuni Paesi Ue.

Macron ha poi affermato tramite Twitter che è necessaria «anche una solidarietà europea nella cura delle persone salvate. I paesi di sbarco non dovrebbero essere gli unici responsabili di questo sforzo».

Brexit, Trump: «Io avrei fatto causa all’Ue»

«Io avrei fatto causa» all’Unione Europea per la Brexit. «Poi magari avrei trovato un accordo».

Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel corso della conferenza congiunta con la premier britannica Theresa May.

«Io avrei fatto causa e poi avrei fatto un accordo… magari… non si sa mai… Lei è più brava di me a negoziare,» ha aggiunto rivolgendosi alla May.

«Conosco Boris (Johnson, ndr), mi piace da tanto tempo. Credo farà un ottimo lavoro. Conosco Jeremy (Hunt, ndr). Credo farà un ottimo lavoro. Non conosco Michael (Gove, ndr)”, ha detto ancora Trump.

Trump: «La Cina ha rotto l’accordo e pagherà»

Il vicepremier cinese “sta volando” negli Stati Uniti per continuare le trattative commerciali, ma la Cina ha “rotto l’accordo” e “pagherà”.

Lo ha detto il presidente Donald Trump in Florida, riportano i media americani.

Le trattative commerciali fra i due paesi dovrebbero riprendere nelle prossime ore e alla mezzanotte di venerdì sono previsti i nuovi dazi contro Pechino.

Venezuela, Mosca: «Mobiliteremo gli Stati che rispettano lo Statuto dell’Onu per contrastare intenti di intervento militare»

“La nostra posizione rispetto ai piani Usa sul Venezuela sarà molto semplice: mobiliteremo gli Stati che, come noi, rispettano lo Statuto dell’Onu per contrastare simili intenti”.

Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in relazione all’ipotesi di intervento militare americano in Venezuela

“L’ingerenza di Washington negli affari del Venezuela è una flagrante violazione del diritto internazionale”, ha affermato Lavrov.

“Questa influenza distruttrice non ha nulla a che vedere con la democrazia” ha accusato ancora Lavrov “La ricerca di queste tappe aggressive è piena di conseguenze. Solo il popolo venezuelano ha il diritto di decidere il proprio destino, reclamando per questo il dialogo di tutte le forze politiche del Paese”.

Il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha ribattuto dicendo che “è la Russia che destabilizza il Paese” e che “l’intervento di Russia e Cuba è stato destabilizzante per il Venezuela e per le relazioni bilaterali Usa-Russia”.

Libia, Conte: «L’Italia non è a favore di Serraj né a favore di Haftar»

L’Italia “non è a favore di Serraj né a favore di Haftar, ma è a favore del popolo libico”.

Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa a Pechino.

“In realtà – ha affermato il premier  – non sostengo un singolo attore sullo scenario libico: l’Italia, il governo, mira a ottenere la stabilizzazione del Paese e riteniamo che per raggiungere questo risultato l’opzione militare non sia assolutamente affidabile”.

Secondo Conte, “l’intenzione di Haftar, appoggiata da alcuni Paesi, di unificare il territorio libico, di unificare l’esercito, le forze di sicurezza, può anche avere una logica ispiratrice, una sua plausibilità, ma di fatto la nostra posizione si sta rivelando lungimirante alla luce della concreta evoluzione dello scenario libico: non è con l’opzione militare che si può stabilizzare la Libia”.