Politica

Referendum, Meloni contro il M5S: «Non si azzardino a politicizzare a loro vantaggio questo voto»

«Che al referendum abbia vinto il sì ci rende soddisfatti, ma non si azzardino nel M5S a politicizzare a loro vantaggio questo voto».

Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un’intervista al “Corriere della Sera”.

«Fosse stato per noi non si sarebbe nemmeno fatto, nessuno dei nostri ha sostenuto con la sua firma la richiesta di referendum. Lo hanno voluto loro per nascondere la debacle del movimento alle Regionali, ma hanno ottenuto l’effetto contrario. Perché pur di andare contro il governo, moltissimi hanno votato no. Così il no, che sulla carta avrebbe preso più o meno il 5%, ha raggiunto un risultato clamoroso», ha aggiunto Meloni.

Alla domanda se la richiesta di voto anticipato ha ancora senso, la presidente di FdI ha risposto: «Certo che ce l’ha. Perché è sempre più evidente il disallineamento tra questo Parlamento – anche numericamente dopo il referendum – e le forze che ne fanno parte. Non rispetta più la volontà popolare.

M5S, Crimi: «Gli ‘incapaci’ sono riusciti a realizzare ciò che nessuno era stato in grado di fare negli ultimi 40 anni»

«17 milioni di Sì sono un risultato straordinario, per l’Italia e tutti gli italiani. Difficile immaginarlo, fino a qualche anno fa. Ricordo bene cosa dicevano di noi, e del MoVimento 5 Stelle, quando siamo entrati per la prima volta nelle istituzioni. Ci consideravano degli sprovveduti, degli incapaci, quasi una fase di passaggio che sarebbe durata pochi mesi. E invece quegli ‘incapaci’ sono riusciti a realizzare ciò che nessuno era stato in grado di fare negli ultimi 40 anni».

Lo ha scritto in un post su Facebook il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi.

«Per cinque anni abbiamo fatto in Parlamento un’opposizione autentica, come non la si vedeva da decenni, mettendo in luce le negligenze, gli interessi e la vera incapacità di certa politica e dei partiti, e portando avanti buone idee e proposte concrete. I cittadini ci hanno dato fiducia, fino a portarci al Governo del Paese. E finalmente siamo riusciti a trasformare quelle idee e proposte in realtà», ha aggiunto il leader 5Stelle.

Referendum, Cassese: «Il Parlamento legittimato per eleggere il nuovo Capo dello Stato»

L’attuale Parlamento è «certamente» legittimato ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica, nonostante l’approvazione della riforma costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, né la circostanza che il centrodestra governi in 15 Regioni su 20 impone al Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere per ristabilire un legame tra eletti ed elettori.

Lo ha detto in un’intervista all’Adnkronos, il professor Sabino Cassese.

Alla domanda se l’attuale Parlamento è legittimato per procedere all’elezione del nuovo capo dello Stato, dopo la vittoria del Sì al referendum, Cassese ha risposto: «Certamente sì, non solo perché la legge sottoposta al referendum produce i suoi risultati dalla prossima elezione, ma anche perché questo Parlamento è più ampio di quello che seguirà, e quindi, non è meno legittimato di quello che seguirà».

Regionali, Corrao: «Disfatta senza precedenti del M5S. Pretendere un Congresso immediato»

Ieri si è registrata «una disfatta senza precedenti del M5S, che dopo aver dimezzato le percentuali alle europee l’anno scorso continua a correre a velocità spedita verso il fondo. Cosa c’è da essere contenti per chi ha gestito (senza congressi e confronti) il movimento portandolo ad essere quasi inesistente nelle regioni del nord e del centro e irrilevante al sud, dove eravamo fortissimi fino a all’altro ieri?».

Così su Facebook l’europarlamentare M5S Ignazio Corrao.

«Fino a 2 anni e mezzo fa sfidavamo da soli corazzate di 11 liste (Sicilia) giocandocela fino in fondo, con forza, determinazione e idee. Adesso siamo vicini alla dicitura “altri” in Regioni in cui ci presentiamo con Ministri e Sottosegretari. L’unica cosa che possiamo fare è pretendere un Congresso immediato e democratico, aperto fisicamente ad attivisti e portavoce locali, in cui si fissino velocemente nuovi obiettivi, visioni ed idee, nuove strutture e nuove persone che debbano perseguirli, ringraziando chi ha portato avanti il programma fino ad oggi. Ma l’alternanza e la discontinuità al potere sono essenziali per la democrazia e il buon governo». Se non si svolta immediatamente (un congresso in realtà andava fatto dopo il disastro delle europee) e si va avanti così, il futuro del fu m5s è qualcosa di simile all’Udeur», ha aggiunto Corrao.

Regionali, il leghista Fava: «Finisce una volta per tutte l’avventura della Lega al Sud»

«Finisce una volta per tutte l’avventura della Lega al Sud, i dati sono eloquenti, alle europee, in Campania, il partito era al 20%, ora al 4-5%, la Lega crolla pure al centro e anche in Toscana dato devastante, dal 32% alle europee, si sono persi oltre 20 punti».

Lo ha dichiarato, Gianni Fava, leader della minoranza della Lega, ex sfidante di Salvini alle primarie.

«Il dato più eclatante,» – ha spiegato Fava all’Adnkronos – «al di là delle sconfitte, è quello del Veneto, visto che mai la Lega è stata così bassa negli ultimi trenta anni».

Secondo Fava, «Zaia invece ha usato i vecchi temi della Lega, a partire dall’autonomia, facendo esattamente il contrario di quanto fatto dalla Lega nazionale». 

«È il secondo ko pesante dopo quello di fine 2019 in Emilia Romagna e a perdere ancora una volta è Salvini, che ha oscurato la candidata Ceccardi, come fatto con la Borgonzoni, è lui che ha fatto perdere voti al partito», ha sottolineato.

Regionali, Salvini: «Gli elettori hanno completamente depennato Renzi e i 5 Stelle»

«Se ci sono due forze politiche che gli elettori hanno completamente depennato sono Renzi e i 5 Stelle».

Con una «presenza di 300 Parlamentari in più» e con la prima forza politica presente in Parlamento «che è stata cancellata democraticamente» è «legittima la riflessione con cui alcuni costituzionalisti in queste ore stanno facendo su quanto questo Parlamento rappresenti il voto degli italiani», ha aggiunto Salvini.

Il segretario del Carroccio ha anche detto che «se in una Regione come il Veneto i 5 Stelle sono al 3% e se casa di Di Maio faticano ad arrivare al 10%, l’unica regione in cui si è provata l’alleanza di governo, in Liguria, M5S e Pd hanno preso una batosta memorabile… Lascio a loro le riflessioni».

«Io mi ero impegnato a non usare il voto delle regionali e delle amministrative per logiche politiche nazionali. Prendo atto del fatto che il popolo ritiene che ci siano 300 parlamentari di troppo in Parlamento e che la prima forza politica presente numericamente in Parlamento non esiste più in alcune regioni italiane ma lascio a loro la riflessione», ha aggiunto.

Seggi elettorali, Raggi: «La destra ha provato a strumentalizzare anche questa vicenda, ma abbiamo risposto alle loro parole con i fatti»

«La paura del contagio ha messo a rischio la composizione dei seggi elettorali in tutta Italia: Milano è dovuta ricorrere agli appelli via social per cercare scrutatori e presidenti di seggio disponibili, in Puglia è dovuta intervenire la Protezione Civile. A Roma abbiamo coperto le assenze in poche ore, ricorrendo ai dipendenti capitolini».

Così su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

«Voglio ringraziarli per quanto fanno ogni giorno e per quanto stanno facendo. Sono state ben 760 le operazioni di surroga nei circa 2.600 seggi della Capitale. Un numero enorme coperto in tempi record. Abbiamo dovuto richiamare in servizio anche 250 agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, molti dei quali durante la notte. La pronta risposta che hanno dato dimostra l’attaccamento al proprio dovere e alle proprie responsabilità, un attaccamento del quale non ho mai dubitato», ha spiegato Raggi.

«Grazie davvero di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile il corretto svolgimento delle operazioni elettorali. La destra ha ovviamente provato a strumentalizzare anche questa vicenda. Ancora una volta rispondiamo alle loro parole con i fatti», ha concluso.

Insulti a Willy, Meloni: «Chi ha dato vita a questa vergognosa polemica contro FdI chieda scusa alla famiglia»

«Ricordate il profilo che scrisse frasi ignobili contro il povero Willy e che la sinistra tentò in tutti i modi di associare a Fratelli d’Italia? La Polizia Postale ha appurato che si trattava di un fake ed ha rintracciato il vigliacco che si nascondeva dietro il profilo falso, creato con l’unico fine di attaccare la destra».

Lo ha scritto in un post su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«E ora chi ha dato vita a questa vergognosa polemica abbia la dignità almeno di chiedere scusa alla famiglia di Willy. Con la speranza che l’autore del post paghi le conseguenze per le sue schifose parole«, ha concluso Meloni.

Le notizie più importanti della settimana

Ecco le notizie più importanti della settimana selezionate da “Ascolta la Notizia”.

Facciamo il punto sulla pandemia di Covid-19.

Questa settimana il numeri di contagi di coronavirus registrati nel mondo hanno superato quota 30 milioni. Sono i dati del conteggio della Johns Hopkins University di Washington sui casi individuati in tutto il mondo, aggiornato a venerdì 18 settembre 2020. Il numero di decessi ha superato quota 944mila, di cui 197mila negli Stati Uniti.

Gli Usa sono il Paese più colpito con più di 6 milioni 674mila contagi. Seguono India e Brasile.

Il virus torna a correre anche in Europa: nel nord-est dell’Inghilterra sono stati imposti lockdown localizzati per quasi 2 milioni di persone. In Francia i contagi giornalieri registrati giovedì hanno superato quota 10mila.

Il direttore regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Hans Kluge, ha dichiarato che nel Vecchio Continente si sta verificando una situazione «molto grave» in quanto i nuovi casi settimanali di coronavirus «hanno superato quelli segnalati quando la pandemia ha colpito per la prima volta a marzo».

Passiamo alla politica.

Il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, ha diffuso la lista dei tredici candidati ritenuti «impresentabili» per le regioni e i comuni che andranno al voto il 20 e 21 settembre, in seguito alle segnalazioni su 15 soggetti da parte della Direzione distrettuale antimafia.

Gli impresentabili sono nove in Campania, tre in Puglia e uno in Valle d’Aosta.

Morra ha anche fatto sapere che «non essendoci pendenze rilevanti sia per la legge Severino sia per il codice di autoregolamentazione De Luca risulta presentabile come candidato alla presidenza della giunta regionale della Campania».

Domenica e lunedì si vota anche per il referendum sul taglio dei parlamentari, uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha dichiarato che voterà per il Sì perché «non compromette la funzionalità delle Camere». «Anzi, corredata con altri interventi, con un percorso riformatore che andrà integrato è completato, può essere un primo passaggio per contribuire a valorizzare anche in termini di autorevolezza dei parlamentari e dei lavori parlamentari», ha spiegato Conte.

Chiudiamo con la tecnologia

A partire da domenica, negli Stati Uniti non si potranno scaricare TikTok e WeChat, applicazioni di proprietà dei gruppi cinesi ByteDance e Tencent.

Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che saranno vietate «transazioni relative alle app WeChat e TikTok per salvaguardare la sicurezza nazionale degli Usa» e per «proteggere gli utenti negli Usa, eliminando l’accesso a queste app e riducendone significativamente le funzionalità».

Secondo l’amministrazione Trump, «il Partito comunista cinese ha dimostrato»” come l’uso di queste due app «minacci la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia degli Usa».

«Le minacce rappresentate da WeChat e TikTok non sono identiche, ma simili. Ognuna delle due raccoglie un’ampia gamma di dati degli utenti, attività di rete, dati di localizzazione e cronologie di navigazione e ricerca incluse», si legge in una nota diffusa dal Dipartimento di Stato Usa.

Padre Alex Zanotelli: «I Cinque Stelle sono stati incapaci di sottrarre i poteri di controllo sull’acqua ad Arera»

«Purtroppo la politica non obbedisce più a quello che il popolo decide, ma è prigioniera dei poteri economico-finanziari. Questi hanno capito che l’era del petrolio è finita e che si apre l’era dell’oro blu con cui potranno fare ancora più soldi. Infatti con il surriscaldamento del Pianeta, l’acqua potabile andrà sempre più scarseggiando e diventerà il bene più essenziale e quindi più appetibile. Trovo incredibile che i nostri politici non capiscano quanto sia fondamentale, in questo momento epocale, la gestione pubblica dell’acqua. Trovo altrettanto incredibile che l’unico partito, i Cinque stelle, avendo fatto dell’acqua la loro bandiera, la loro prima stella, non siano riusciti, dopo tre anni al governo, a tradurre il Referendum in Legge».

Lo ha denunciato padre Alex Zanotelli.

«E nonostante tutto questo, la legge di iniziativa popolare che aveva avuto oltre quattrocentomila firme, è ancora bloccata in Commissione Ambiente della Camera! E nonostante le pressioni del Movimento per l’acqua, i Cinque Stelle sono stati incapaci di sottrarre i poteri di controllo sull’acqua ad Arera (l’autorità che ha per fine la gestione dell’acqua nel mercato) per restituirli al Ministero dell’Ambiente», ha aggiunto padre Zanotelli.