Politica

Giorgia Meloni: «La pazienza è finita: pronti a manifestare il dissenso di milioni di italiani verso questo governo»

«Scuole nel caos, porti spalancati, carceri in tilt, decreti confusi e insensati, aziende e italiani vessati e trattati come criminali. Non siamo più disposti a tollerare oltre: pronti a manifestare il dissenso di milioni di italiani verso questo governo. La pazienza è finita».

Lo ha scritto in un post sui social la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«Nella Germania Est,» – ha scritto Meloni in un altro post – «la Stasi (l’organizzazione di sicurezza e spionaggio), poteva contare su una spia ogni 83 cittadini. Il clima di terrore accompagnava tutti, anche gli stessi delatori che avevano paura a loro volta di essere spiati. Sembra di essere ripiombati in quegli anni e in quei luoghi. Il Governo PD-M5S non si rende conto delle pericolose idiozie che sta mettendo in atto. Oltre a rendere il mondo del lavoro un inferno, ora vogliono anche distruggere il tessuto sociale mettendo i cittadini italiani uno contro l’altro».

Di Battista: «Vengo detestato da alcune persone del M5S perché sarei un baluardo contro il terzo mandato»

«Non ho problemi ad avallare una guida collegiale, ma questo viene dopo la costruzione di un agenda politica da qui al 2030 che ricostruisca una comunità viene dopo la regola dei due mandati».

Così Alessandro Di Battista parlando ad un incontro con alcuni attivisti 5Stelle di Roma.

«Un programma è fondamentale per dire al cittadino vogliamo fare questo» – ha proseguito Di Battista – «c’è’ una diatriba interna tra chi vorrebbe proseguire a tempo indeterminato una propria carriera politica e chi, invece, combatte contro questo progetto: per questo vengo detestato da alcune persone nel Movimento 5 Stelle, perché sarei un baluardo».

L’ex parlamentare ha sottolineato di non avere «nessun problema a cambiare la figura del capo politico con una guida collegiale anche se so che una parte del Movimento lo fa non per convinzione, ma per timore che io possa fare il capo politico».

Norme anti Covid, Meloni attacca il governo: «Nuova sceneggiata kafkiana sull’attività motoria e sportiva»

«Il caos regna sovrano nelle decisioni del Governo sulle norme anti-Covid. Oggi nuova sceneggiata kafkiana sull’attività motoria e sportiva».

Lo ha scritto in un post su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«Il Ministero dell’Interno dirama una circolare per chiarire il confuso contenuto del decreto legge del governo sull’attività motoria e sportiva e dice: è vietato fare jogging senza mascherina. Si scatena il caos e poche ore dopo il Viminale è costretto a precisare la sua stessa circolare, che avrebbe dovuto chiarire cosa si può fare e cosa no secondo l’ultimo decreto di Conte», ha spiegato meloni.

Secondo la presidente di FdI è «assurdo che il Governo non tenga conto del significato delle parole e continui a scrivere provvedimenti schizofrenici, che lasciano i cittadini nella più totale indeterminatezza e nell’arbitrio delle diverse interpretazioni delle norme. Gli italiani non ne possono più di tutto questo e pretendono dall’Esecutivo solo un po’ di buon senso e informazioni chiare e precise».

Giorgia Meloni: «Solo diritti e nessun dovere nel piano decennale adottato dalla commissione europea a sostegno dei rom»

«Solo diritti e nessun dovere nel piano decennale adottato dalla commissione europea a sostegno dei rom. Si usano termini come uguaglianza, inclusione, occupazione, sanità e alloggi ma non c’è nemmeno un accenno all’obbligo di mandare i bambini a scuola, alla garanzia di farli vivere in condizioni igieniche adeguate o per esortare a porre fine alla vergognosa pratica dell’accattonaggio minorile».

Lo ha scritto in un post su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«L’ennesimo atto ideologico e buonista di una UE che, in piena emergenza Covid, sale in cattedra per dare lezioni di integrazione imponendo regole generali senza conoscere la realtà. Il tutto, ovviamente e rigorosamente, pagato con i soldi dei cittadini», ha concluso Meloni.

M5S, Lezzi a Crimi: «Caro capo politico, hai cambiato idea sui fondi all’editoria?»

«Caro Capo Politico, uso lo stesso strumento di comunicazione che hai usato tu per risponderti. La questione dei fondi all’editoria l’ho spiegata molto bene. E ho anche detto chiaramente che già si era aiutata la categoria in due decreti precedenti. Non è una fake news e non giochiamo sulla semantica. Non si fa».

Lo ha scritto in un post su Facebook la senatrice del Movimento 5 Stelle, Barbara Lezzi.

«Quando si è trattato di segnalare gli emendamenti più sentiti tu, in merito alla segnalazione del soppressivo dell’art.96 rispondi testualmente con messaggio: “assolutamente sì, anzi fatene una questione di principio in commissione. Quell’articolo è sbucato nottetempo in consiglio dei ministri, per tenerlo… per non sopprimerlo, ci devono dare qualcosa in cambio molto forte” Hai cambiato idea? Bene, me lo potevi dire e non darmi della bugiarda. Neanche questo si fa», ha aggiunto Lezzi.

Giorgia Meloni: «Emiliano e il Pd lottizzano la Banca di Bari. Il Fatto Quotidiano prima invita a votarli, poi grida allo scandalo»

«Dopo una intera campagna elettorale passata a chiedere agli elettori pugliesi del M5S di turarsi il naso e di votare per Michele Emiliano presidente, oggi il Fatto Quotidiano grida allo scandalo perché il governatore e il Pd stanno lottizzando la Banca di Bari, come denunciato da Fratelli d’Italia nell’interrogazione indirizzata al Mef».

Lo ha scritto in un post su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«Cari editorialisti e prime firme del Fatto quotidiano è inutile che, come Matteo Renzi, proviate a ricostruire una credibilità ormai frantumata: avete sostenuto Emiliano? Avete invitato gli elettori a votarlo? Avete chiesto il voto disgiunto per confermarlo alla presidenza della Regione Puglia?» ha domandato Meloni.

«Ecco: assumetevi le vostre responsabilità perché siete tra i responsabili morali di questa vergogna, che non è la prima e che ahimè temiamo non sarà nemmeno l’ultima», ha concluso.

Comunali, Zingaretti: «Dal voto emerge un’altra bella notizia: con l’alleanza delle forze di governo si vince»

«Dal voto emerge un’altra buona e bella notizia, i risultati dicono che con l’alleanza delle forze di governo si vince. La tendenza è omogenea, con dati straordinari».

Lo ha detto Nicola Zingaretti a proposito del voto alle comunali.

«È una giornata positiva che ci fa essere ottimisti», ha sottolineato il segretario del Pd.

«Ora dobbiamo essere ancora più uniti per un progetto per l’Italia. Il dato spazza via il chiacchiericcio sulla alleanza strategica e dà alle forze di governo una grande responsabilità, tocca a noi dare una visone comune di futuro per l’Italia. Mai essere pigri e rilanciare su un progetto per il paese», ha aggiunto Zingaretti.

Comunali, Di Maio: «Vince il modello coalizione. Voluto e votato fortemente dagli iscritti»

Il Movimento 5 Stelle è andato al governo in 5 dei 6 comuni dove è al ballottaggio: Matera, Pomigliano, Ariano Irpino, Manduria e Giugliano.

Lo ha sottolineato in un post su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

«E in Sicilia, a Termini Imerese, otteniamo un netto successo addirittura al primo turno con Maria Terranova. Il MoVimento potrà contare su altri 6 nuovi sindaci, che si sommano a quelli di Caivano e Faenza, vittorie arrivate già al primo turno delle amministrative in concomitanza con il successo del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari», ha ricordato Di Maio.

«Dal territorio arriva nuova linfa, nuova energia, nuove idee per tutti noi. Vince il modello coalizione, il modello dell’apertura verso gli altri, verso i territori, verso le persone. Voluto e votato fortemente dagli iscritti», ha scritto ancora l’ex capo politica del M5S.

Reddito di cittadinanza, Zingaretti: «Sono convinto che si dovrà aprire una fase di rivisitazione»

«Sono convinto che si dovrà aprire una fase di rivisitazione su questo strumento di lotta alla povertà».

Così il segretario del Partito Democratico a proposito del reddito di cittadinanza, intervistato a “Che tempo che fa”.

«Come ha detto Renzi dobbiamo discutere serenamente di ciò che è utile al Paese, senza dogmi e veti», ha aggiunto.

Quanto all’intesa sul Recovery Fund, il leader dem ha detto che «si deve trovare senza se e senza ma.

«Ora è il momento delle scelte. L’Europa dà delle indicazioni molto concrete: la green economy, il dissesto idrogeologico, la tutela del patrimonio, la digitalizzazione, nuova sanità. L’obiettivo non è tornare all’Italia pre-covid, abbiamo l’opportunità di pensare a un Paese che rimuova i nodi critici», ha sottolineato Zingaretti.

Caso Gregoretti, Salvini: «Ha fatto bene il giudice a chiedere di ascoltare Conte, Di Maio, Toninelli e la Trenta»

«Secondo me ha fatto bene il giudice a chiedere di ascoltare Conte, Di Maio, Toninelli e la Trenta».

Così Matteo Salvini, ospite di ‘Non è l’arena’ su La7, a proposito dell’ordinanza del Gup di Catania.

«Penso che un politico debba essere giudicato dai cittadini su un atto politico, limitare l’immigrazione è un atto politico, e quindi va giudicato dai cittadini. Ho sempre detto che ho fiducia nei magistrati, in ogni caso, sia che mi dia ragione sia che mi dia torto,» ha aggiunto.

Alla domanda se si sia pentito di aver votato il reddito di cittadinanza, il segretario del Carroccio ha risposto: «Sulla carta aveva un senso, riformare chi era stato espulso dal lavoro, ma alla prova dei fatti si è rivelato un fallimento. A differenza di quota 100, il reddito non ha funzionato».