Coronavirus, il virologo Burioni: “Probabilmente la Cina bara sui dati che fornisce al mondo”

“Nei giorni scorsi autorevoli colleghi, come Pier Luigi Lopalco, e anche io ieri sera da Fabio Fazio, hanno detto che dalla Cina arrivavano piccoli segnali che inducono a un flebilissimo ottimismo: il numero dei casi di coronavirus sembrava salire con meno intensità negli ultimi giorni. Purtroppo, però, esiste la possibilità che questo calo derivi da una sconcertante decisione della Cina: considerare casi confermati solo quelli che risultano positivi al test e hanno sintomi. In altre parole, chi ha il test positivo, ma non ha sintomi, non rientra nel conto”.

Lo ha scritto il virologo Roberto Burioni in un articolo su “Medical Facts”.

“Io non so dirvi se è vero, perché non conosco il cinese, ma la direttiva sarebbe stata emessa il 7 febbraio, come si può leggere in questo tweet. Parliamoci chiaro, contare i casi in questo modo ha un nome ben preciso: barare. Spero che non sia vero e spero che nel malaugurato caso fosse vero l’Organizzazione Mondiale della Salute non consenta questo comportamento,” ha concluso Burioni.

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