ChatGPT, «forma avanzata di intelligenza artificiale conversazionale», può essere usato nel mondo della telemedicina?

A questa domanda ha risposto, interpellato dall’AdnKronos, Eugenio Santoro, responsabile del Laboratorio di informatica medica dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano .

Secondo l’esperto, oggi ChatGPT non può ancora essere impiegato: «non è pronto», se non per ruoli minori, benché abbia potenzialità per il futuro. «ChatGPT non va a prendere gli articoli scientifici come riferimento, non va a esaminarne i contenuti per poterli carpire, sintetizzare e interpretare e dare una risposta sulla base di quei contenuti. E questo è un grosso limite in ambito medico e sanitario dove la conoscenza prodotta fino a quel momento è la base fondamentale su cui prendere le decisioni», ha spiegato Santoro.

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