«Mi piange il cuore a vedere che dall’altra parte del mondo, a Mosca, in un’autocrazia, ci sia Medvedev che festeggia perché una della più potenti democrazie del mondo, l’Italia, è stata indebolita a tal punto che di là festeggiano e di qua noi facciamo le riflessioni su che cosa succede domani».

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha commentato così al Tg1, la notizia delle dimissioni presentate dal presidente del Consiglio Mario Draghi.

« Non è scontato l’esito di mercoledì in aula, dipende dalla maturità», ha aggiunto il titolare della Farnesina. «Serve un atto di maturità e non solo di responsabilità da parte delle forze politiche. Spero che domani lo si possa già fare e che ci sia la volontà di farlo», ha affermato.

«Credo che si stesse pianificando questa crisi da tempo, io lo chiamo il partito di Conte perché quello non è più il movimento», ha anche detto Di Maio.

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