Rai, Renzi: «Non c’è bisogno di piani segreti per distruggere il M5S: basta lasciar fare a Conte»

«La posizione grillina sulla Rai dimostra che non c’è bisogno di piani segreti per distruggere i Cinque Stelle: basta lasciar fare a Giuseppe Conte. Fa tutto da solo. Un anno fa mandava veline e immagini al Tg1, oggi annuncia che non andranno più in TV. È stato bello, grazie di tutto».

Lo ha scritto in un post su Facebook il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nella serata di mercoledì.

«In momenti come questi, un pensiero ritorna alla mente: sì, ne valeva la pena», ha concluso Renzi riferendosi alla caduta del governo Conte 2.

Il presidente del Movimento 5 Stelle ha annunciato che i pentastellati non faranno sentire la propria voce nei canali del servizio pubblico, ma altrove. Conte ha denunciato che l’amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes «poteva affidarsi a vari criteri: ha scelto di continuare ad applicare la vecchia logica che prevede di tenere conto delle istanze delle varie forze politiche. Nell’applicare questo criterio ha però scelto di escludere, fra tutte le forze dell’arco parlamentare, unicamente il Movimento 5 Stelle, partito di maggioranza relativa grazie a 11 milioni di elettori».

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5 comments on “Rai, Renzi: «Non c’è bisogno di piani segreti per distruggere il M5S: basta lasciar fare a Conte»
  1. Adamo Ugo ha detto:

    Noi non paghiamo più il canone RAI, poi a quelli che fanno terrorismo mediatico non li votiamo mai più, noi siamo 5 stelle con il presidente Conte, visto che la famiglia cinque stelle zappa, semina, poi al momento del raccolto, fanno la russa, o pesce puzza da capa, mi dispiace che è anche mio compaesano, perché ho sangue siculo di Messina, sangue buono.

    1. Salvatore ha detto:

      Io dico solo che, i 5 stelle e conte non si devono fidare di nessuno, in parlamento sono tutti delle serpe, e devono fare il possibile di mandare via quella 💩💩 di Renzi e i suoi 4 gatti. Sono talmente arrabbiato, che mi si sta grossando il fecato😡😡. Wiwa 5 stelle 💪💪💪

  2. Ottavio ha detto:

    La differenza è che il M5S è vivo e vegeto.. Lui è già morto e sepolto, politicamente

    1. Rina ha detto:

      È veramente un delinquente che fa vomitare.

  3. Sergio Folchitto ha detto:

    Caro Matteo, sei convinto che il Presidente Conte e i 5 stelle siano finiti. No, sono vivi più che mai da fare paura a te e ai tanti come te di ogni partito della maggioranza di cui fai parte. Non a caso in RAI un “Signore” si è permesso di tenere fuori dalla lottizzazione il partito di maggioranza relativa che è il risultato di 11000000 milioni di elettori che gli hanno dato la preferenza, il 30% di chi ha votato alle politiche del 2018.Ritengo che abbia ragione il Presidente Conte a prendersela.Anche noi tutti in verità. Non perché ci interessa mettere le mani su un’azienda di interesse pubblico. Noi vorremmo che nessun partito ci mettesse il naso e lo zampino, lasciando una piena libertà alle testate , alle direzioni il cui unico scopo deve essere quello di informare , redigere e sviluppare palinsesti utili al progresso civile, culturale , politico e democratico del popolo italiano tutto a prescindere dagli orientamenti dei singoli individui datori e fruitori. Noi vorremmo che la RAI servizio pubblico a pagamento ritornasse a fare una Televisione colta e piacevole al tempo stesso e non fosse la passerella continua dei politici amici della rete di riferimento di questo o quel partito.Se la politica è necessaria e importante non deve essere fatta a spot ,comparsate e telecomandata dal referente di rete di questo o quel partito ma venga incanalata in specifici contesti e trasmissioni dove tutti hanno lo stesso spazio e la neutrale guida del moderatore di turno. La gente deve capire , farsi un’idea propria e questo non avviene in modo netto se tutto risulta preparato a tavolino, dietro le quinte per tempo. In questo caso la RAI continua a non essere credibile nella sua funzione di servizio pubblico e quindi decade anche l’obbligo di servirsene pagando un canone annuale. Può benissimo vivere della pubblicità e dismettere quella funzione richiesta e che continua a negare di fatto.

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