Giannini replica a Renzi: «Vergognose manipolazioni dei fatti : non esiste alcuna “condanna” né alcuna “causa persa” da parte mia nei confronti di Marco Carrai»

«Non esiste alcuna “condanna” né alcuna “causa persa” da parte mia nei confronti di Marco Carrai. Il medesimo presentò una querela per diffamazione nei miei confronti, per un mio articolo su “Repubblica” uscito nel 2016. La causa andò avanti per tre anni, e nel maggio del 2019 fu ritirata dal querelante, previa conciliazione di cui fa fede la lettera esibita dal senatore Renzi, nella quale mi limito a precisare di non aver offeso nessuno».

Lo ha precisato in una nota il direttore della Stampa, Massimo Giannini.

« Non esiste alcun “risarcimento danni” da me versato a Marco Carrai. Dell’assegno esibito dal senatore Renzi io non conoscevo l’esistenza. Non porta la mia firma, come può vedere chiunque. Reca un importo di 3.000 euro (e già questo basterebbe a un essere umano dotato di medio buonsenso per capire che non può trattarsi di risarcimento danni). Infatti non lo è. Come può chiarire l’azienda editoriale dalla quale dipendo, e come finge di non sapere il senatore Renzi, è invece un semplice concorso alle spese legali, che le parti condividono quando una causa viene ritirata», ha aggiunto il giornalista.

«E questo è tutto. A dispetto di quello che continua a propalare il senatore Renzi, non ho mentito a “Otto e Mezzo” e non mento adesso. Detto questo, non posso non constatare con profonda amarezza come queste continue campagne di delegittimazione nei confronti dei giornalisti e queste vergognose manipolazioni dei fatti, operate sistematicamente dal leader di Italia Viva, stiano portando davvero la politica al grado zero della dignità e della decenza», ha concluso Giannini.

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