Abrignani (Cts): «Per una decina di anni non sarà facile: dobbiamo essere pronti a pensare a un mondo in cui si conviverà con questo virus»

«Dobbiamo essere pronti a pensare a un mondo in cui si conviverà con questo virus. E i primi anni di convivenza non sono mai facili. Nei prossimi vent’anni i nostri figli e nipoti si abitueranno a convivere con questo virus come noi conviviamo con il morbillo, ma, se dovesse rimanere, per una decina di anni non sarà facile».

Lo ha detto Sergio Abrignani, membro del Comitato Tecnico Scientifico, ospite di ‘Mezz’ora in più’ su Rai3.

«Nel Cts non se ne è mai discusso, ma secondo me andrebbe messo l’obbligo vaccinale» contro il coronavirus. «Non è più un problema di libertà individuale ma di sanità pubblica. E questa pandemia ha cambiato il mondo. Questi 16 mesi sono stati un terremoto, un cambio epocale di cui si parlerà nei libri di storia. Se non si prevede l’obbligatorietà vaccinale in una pandemia con 126mila morti in Italia e che continua a sviluppare varianti, quando dobbiamo metterlo? L’obbligo c’è già su altri vaccini», ha aggiunto.

1 comment on “Abrignani (Cts): «Per una decina di anni non sarà facile: dobbiamo essere pronti a pensare a un mondo in cui si conviverà con questo virus»
  1. Luigi ha detto:

    A proposito di obbligo, chiedo perndue amici.
    Visto che la proteina spike può causare ictus e trombosi,
    Chi pratica terapia anticoagulante per dibrillazione atriale, cardiopatia ipertensiva, pregresso ictus e ripetiti episodi di TIA, è esonerato dalluso del vaccino?,
    Chi soffre di cardiopatia ipertensiva con episodi di tia ed episodi di tachiaritmia, è esonerato?,
    Chi soffre di riflessi vago vagali che fa?.
    E se dovessero essere obbligati non è facile che saranno i costi rispetto ai benefici della vaccinazione?.
    Chissà se posso dare risposte chiare.

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