Coronavirus, infettivologo Galli: “Temo che l’isolamento a casa non sia garanzia di contenimento del contagio”

“Le misure suggerite dal comitato scientifico del governo sul coronavirus? Mi auguro davvero che siano sufficienti. Ma la mia preoccupazione maggiore è che non ci sia capienza nei nostri ospedali per le persone che stanno bene, pur essendo positive al virus, e che sono avviate all’isolamento a casa. Il mio forte timore è che l’isolamento domiciliare non sia di sufficiente garanzia di ulteriore contenimento del problema”.

Così Massimo Galli, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università Statale di Milano e primario dell’Ospedale Sacco del capoluogo lombardo, intervenendo ai microfoni di “24 Mattino”, su Radio24.

“Il problema – ha spiegato – è che dobbiamo dimettere dagli ospedali persone che, pur risultando positive al coronavirus, non hanno necessità di un’assistenza ospedaliera importante. Oggi dovremmo avere la disponibilità di spazi dell’ospedale militare di Milano e ciò ovviamente aiuterà molto in questa direzione. Non so se basterà e soprattutto non credo che basti per l’intera Regione. So che ci sono altre iniziative in ballo, però bisogna restare preparati a quello che può ancora succedere. E quindi è necessario pensare a delle soluzioni di garanzia. Quel che è certo è che in Lombardia abbiamo bisogno di tutte le risorse e strutture possibili, nessuno può permettersi di non scendere in campo”.

1 comment on “Coronavirus, infettivologo Galli: “Temo che l’isolamento a casa non sia garanzia di contenimento del contagio”
  1. Piera enrica Sali ha detto:

    Ho sentito in TV che le persone di colore sono meno contagiabili, che l’umanità e partita dall’Africa per poi spostarsi in Asia e in occidente. Il primo gruppo sanguigno era lo 0 e poi si è trasformato. Perché non si fanno ricerche per stabilire se ci sono gruppi più o meno sensibili al CV. Grazie

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