Ecco le notizie più importanti della settimana selezionate da “Ascolta la Notizia”.

Sul fronte internazionale continua l’assalto militare turco in Siria. Sotto assedio la zona a nord del Paese occupata dalla popolazione curda che combatte l’Isis.
La comunità internazionale ha espresso preoccupazione. “La Turchia funge da filtro per circa 3 milioni di profughi in arrivo da Siria e Iraq. Se Ankara apre il rubinetto dei profughi, l’effetto sull’Europa sarebbe molto molto forte”, ha detto il deputato 5 stelle, Pino Cabras, in un’intervista a Silenzi e Falsità.
Timore che trova conferma nelle dichiarazioni di Recep Tayyip Erdoğan che minaccia l’Europa: “Vi manderemo 3,6 milioni di rifugiati se Bruxelles definirà come una invasione l’operazione militare lanciata nella Siria nordorientale”.
Il presidente turco continua a circoscrivere quella di Ankara un’operazione fonte di pace, il cui unico obiettivo è di eliminare il terrorismo.
Nel frattempo, però, l’occupazione “pacifica” di Ankara ha già causato diverse vittime e sono 60mila circa gli sfollati in fuga.
Iniziano a farsi sentire le reazioni dei Paesi europei che ritengono ingiustificata l’invasione della Turchia in Siria.
Tra gli altri anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha convocato l’ambasciatore turco in Italia. “Chiediamo al governo turco di cessare immediatamente l’offensiva”, ha spiegato Di Maio. “Come governo pensiamo che sia inaccettabile, la condanniamo. Rischia di compromettere la lotta al terrorismo. L’unica strada da seguire è quella delle Nazioni Unite”.

Passiamo alla politica italiana
Un pilastro fondamentale per la lotta alle mafie in Italia è stato messo in discussione: l’ergastolo ostativo, il carcere a vita che non prevede benefici né sconti di pena. Si tratta di una delle tante intuizioni del magistrato Giovanni Falcone, ma secondo la Corte di Strasburgo il 41 BIS  viola i diritti umani. Per questo ha invitato l’Italia a fare una riforma. Il Bel Paese ha presentato ricorso contro la sentenza del 13 giugno 2019, ma la CEDU lo ha respinto il 7 ottobre scorso.
“Il MoVimento 5 Stelle non condivide in alcun modo la decisione presa dalla Corte”, si legge sul Blog delle Stelle.
Forte è stata anche la reazione del presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra. “Oggi siamo stati sconfitti su un fronte importantissimo”, ha detto durante una diretta su Facebook. “Cari giudici e giuristi di tutta Europa e del mondo se voi sapeste che cosa significa la lotta alla mafia forse uno scrupolo in più prima di emettere sentenze di tal fatto lo avreste”, ha continuato il presidente della Commissione Antimafia. “Si è offesa la memoria di uomini come Falcone, Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa”. Secondo Morra, l’azione di contrasto alle mafie deve essere il primo obiettivo di qualsiasi seria azione di governo.

Parliamo ora di giustizia

Dopo lo scandalo delle nomine al Consiglio superiore della magistratura, Antonio D’Amato e Nino Di Matteo sono stati eletti come nuovi consiglieri. D’Amato ha ottenuto 1460 voti ed è il nuovo procuratore aggiunto a Santa Maria Capua Vetere, mentre Di Matteo, magistrato che ha indagato sulla Trattativa Stato-mafia, con 1184 preferenze è sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia.
I due hanno prevalso su 16 candidati in tutto. E, sono i successori di Luigi Spina e Antonio Lepre, dimessi perché coinvolti nell’inchiesta su Luca Palamara condotta dalla procura di Perugia. Dopo la pubblicazione delle intercettazioni, registrate la notte del 9 maggio scorso nel cellulare di Palamara, si sono dimessi in tutto 5 magistrati coinvolti nella faccenda. I primi due sono stati sostituiti da Giuseppe Marra e Ilaria Pepe, eletti in primavera. A dicembre si torna alle urne per scegliere il successore di Paolo Criscuoli.
Cambia così la maggioranza a Palazzo dei Marescialli, Autonomia e Indipendenza, corrente di Piercamillo Davigo, quella che ha candidato Nino Di Matteo, diventa quella con più consiglieri. Con cinque seggi ha la maggioranza relativa.

Chiudiamo con la tecnologia
Presto Internet sarà più facilmente accessibile per i non vedenti.
Gran parte dei  contenuti web è visiva, a meno che non si utilizzi il testo alternativo per etichettare le immagini. Purtroppo però la maggior parte degli utenti non è a conoscenza di questa funzione.
Per questo i ricercatori della Carnegie Mellon University stanno sviluppando modi per garantire l’accesso dei meme, le simpatiche vignette divertenti sul web, a tutti.
Anche Google Chrome si muove sulla stessa direzione. Il motore di ricerca ha annunciato una nuova funzione che utilizza l’apprendimento automatico per riconoscere le immagini e offrire descrizioni testuali di ciò che mostrano.
La funzione è disponibile solo per gli utenti con screen reader, applicazione che genera feedback vocali o Braille, il sistema di lettura e scrittura tattile a rilievo per non vedenti e ipovedenti.
Per abilitare le descrizioni delle immagini su Chrome, basta andare su Impostazioni, poi su Avanzate, nella parte inferiore della pagina. In seguito si trova la sezione “Accessibilità” e si abilita la funzione “Ottieni descrizioni delle immagini da Google”.

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