Ecco le notizie più importanti della settimana selezionate da “Ascolta la Notizia”.

Partiamo dalla politica.

Matteo Renzi ha lasciato il Pd per fondare un nuovo partito: Italia Viva. La scissione spacca il Pd, perché sono molti quelli che seguono l’ex premier. Il Pd cala nei sondaggi dopo la frattura, mentre il neonato Italia Viva è al 3.4 %. Nel frattempo, una votazione segreta della Camera Dei Deputati ha salvato il deputato di Forza Italia Diego Sozzani dagli arresti domiciliari. Sozzani era indagato con l’accusa di finanziamento illecito dei partiti e corruzione, nell’ambito di un’inchiesta della Dda milanese. M5S e Pd erano d’accordo con la misura cautelare ma mancavano 46 voti. La reazione dei 5Stelle non si è fatta attendere. “Il M5s resta l’unico a portare avanti la battaglia contro i privilegi della politica”, ha commentato il capogruppo M5s Francesco D’Uva. “Oggi chi ha votato contro l’arresto di Sozzani dovrebbe risponderne davanti all’opinione pubblica. Il voto segreto va abolito”, ha scritto Luigi Di Maio su Facebook.

Passiamo alla cronaca.

Spunta una nuova forma di sfruttamento del lavoro. Molti lo chiamano il nuovo caporalato ed è quello che gestisce l’attività dei fattorini, i rider in bicicletta, delle consegne del cibo a domicilio. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta. Le indagini avviate a partire dallo scorso giugno, si concentrano sullo sfruttamento del lavoro di italiani e stranieri senza documenti in regola, sulla violazione delle norme di antinfortunistica, sulla sicurezza stradale e sulle condizioni igienico sanitarie dei prodotti consegnati. Secondo quanto emerso dai controlli fatti ad agosto, su 30 riders, almeno 3 di loro non avevano i documenti in regola. Il lavoro dei fattorini è gestito attraverso una app digitale e alcuni account di riders italiani sarebbero stati venduti a migranti irregolari che svolgerebbero il lavoro al loro posto per un prezzo molto basso. Ma le irregolarità non finirebbero qui. I magistrati indagano anche sui contratti che legano i fattorini alle varie società che gestiscono le consegne. Spesso i lavoratori venivano inquadrati come autonomi, non come dipendenti, e quindi privi di ogni tutela. Inoltre molti di loro non avrebbero nemmeno una polizza contro gli infortuni.

Tensioni sul versante internazionale.

Dopo l’attacco inflitto con i droni alle due infrastrutture petrolifere più importanti dell’Arabia Saudita, avvenuto sabato scorso, le relazioni diplomatiche dei sauditi con l’Iran sono molto tese. L’attacco è stato rivendicato dai ribelli yemeniti Houthi, ma l’Arabia Saudita ha accusato formalmente l’Iran di esserne il responsabile. Dal canto suo Teheran respinge le accuse e nega ogni coinvolgimento. Intanto anche Washington attacca l’Iran, ritenendolo responsabile dei due attentati. Il presidente Donald Trump ha annunciato via Twitter di aver aumentato le sanzioni contro Teheran. Inoltre gli Usa non hanno ancora rilasciato il visto al presidente iraniano Hassan Rouhani, al ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif e al resto della delegazione diplomatica della Repubblica islamica, per partecipare nei prossimi giorni all’Assemblea generale dell’Onu, a New York. L’agenzia iraniana Irna risponde così: “Ogni azione americana contro l’Iran troverà un’immediata risposta”. “Siamo sull’orlo di un’altra guerra del Golfo?”, si chiede Alberto Negri, giornalista esperto di politica internazionale. “Se le sanzioni all’Iran continuano Teheran è in grado di colpire l’export petrolifero e far esplodere i prezzi. L’Iran vuole mostrare che nel Golfo, invece di una gara dove c’è un vincente e un perdente, ci può essere una gara dove tutti escono perdenti. Il rischio è alto”, conclude.

Chiudiamo con la tecnologia.

Alexa, l’assistente intelligente a bordo dei dispositivi Amazon Echo, raccoglierà i finanziamenti ai partiti negli Stati Uniti. La nuova funzione si inaugura in questi giorni con l’avvio della campagna elettorale americana in vista delle Presidenziali 2020. Il prodotto ultra tecnologico di Jeff Bezos è in grado di ascoltare e rispondere a diversi comandi: cerca sul web, seleziona brani musicali ecc. Adesso Alexa sarà abilitato anche a raccogliere le donazioni a fini elettorali. Per gli aspiranti sostenitori di ogni partito, non sarà più necessario raggiungere le apposite sezioni, recarsi in banca o in ufficio postale per versare la somma desiderata, ma basterà ordinarlo ad Alexa. Si possono fare delle donazioni dai 5 ai 20 dollari, che saranno confermate con una ricevuta via email. L’utente dovrà affermare la seguente frase: “Alexa voglio dare un mio contributo alla campagna politica”. E successivamente aggiungerà: “Alexa fai un versamento a favore del candidato”. Per effettuare i versamenti tramite il dispositivo è necessario essere iscritti al servizio di pagamento online, Amazon Pay. I candidati alle elezioni, invece, devono registrarsi su Amazon come ‘venditori’ e allegare una serie di documenti necessari per l’identificazione.

Vi ringraziamo per l’ascolto e vi diamo appuntamento a sabato prossimo. A risentirci.

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